Il trono di Spider – gli insetti buoni e gli insetti cattivi dell’olivo

Quali sono gli insetti che aiutano la vita dell’olivo? Anche i ragni hanno a che fare con la qualità dell’evo. Incredibile ma vero! 

Siamo tutti suggestionati dalla vicenda della scomparsa delle api. E sappiamo bene che l’azione nociva determinante in questo fenomeno è stata causata soprattutto dall’utilizzo di insetticidi in agricoltura. In realtà non sono soltanto gli insetti impollinatori a subire danni. Anzi, in un oliveto, ad esempio, gli esserini maggiormente colpiti e turbati dai prodotti “fito-sanitari” (medicine per le piante) sono i ragni. Ma a parte tessere delle fantastiche ragnatele, cosa farebbero i ragni di buono?

Bene o male, chiunque abbia bazzicato nel mondo dell’olivo avrà sentito parlare della temutissima mosca dell’olivo [1]. E, se è stato fortunato, avrà anche visto qualche frutto (oliva) danneggiato da raccapriccianti gallerie scavate dalle larve di questo insetto. La mosca infatti depone le sue uova nella polpa dell’oliva. Non si tratta di un evento eccezionale. È il normale ciclo di vita di questa specie e, a volte, gli effetti che provoca sulla qualità delle olive possono essere davvero devastanti (se ce ne sono troppe, l’olio puzza).

L’olivo ha difese proprie contro i vari insetti parassiti, tuttavia la mosca spesso prende il sopravvento e diventa un incubo per gli olivicoltori. Capita quindi che alla vista delle prime punture [2], questi siano presi dall’ansia di “trattare” chimicamente le piante al fine di uccidere gli odiosi parassiti.

La Natura però ha sempre un rimedio.

Ragno versus Mosca, insetti e aracnidi a confronto sull’olivo

Non potevamo certo pensare che avesse abbandonato del tutto l’olivo! Ed ecco che ha messo al mondo dei predatori speciali che limitano le popolazioni di insetti nocivi, i ragni. Molti studi dimostrano che le comunità di ragni negli oliveti sono molto variabili sia in termini di composizione che di abbondanza delle specie. In ogni caso, sono preceduti solo dalle formiche come importanza del loro impatto sull’agro-eco-sistema e sulla sua auto-regolazione. Essi infatti sono in grado di scongiurare epidemie di parassiti, divorandone gli adulti in gran quantità.

Qual è il problema allora? Alcune pratiche colturali, come il trattamento con i pesticidi e il diserbo (eliminazione delle piante spontanee) interferiscono negativamente sulla biodiversità dell’aracnofauna [3]. Le ricerche in campo hanno dimostrato che i ragni siano addirittura più sensibili della loro preda (la mosca adulta). Nella maggior parte dei rilievi, infatti, ad una diminuzione del numero di ragni ritrovati sulla chioma degli alberi ha corrisposto un incremento del numero di mosche. Insomma, innaffiando le piante con pesticidi, si genera un effetto boomerang.

Al danno la beffa! Non solo l’agricoltura affezionata alla chimica di sintesi inquina maggiormente l’ambiente e riduce la biodiversità, per di più annulla quella “interazione antagonistica” ideata dalla Natura tra ragno e mosca che potrebbe spontaneamente portare ad un equilibrio nell’oliveto e causare meno danni ai frutti.

Note:
[1] Bactrocera oleae.
[2] L’ovidepositore della mosca lacerando il tessuto della drupa lascia un segno visibile come un puntino.
[3] Le comunità dei ragni che popolano l’ecosistema studiato.

Fonti:
“Il ruolo dei ragni nella limitazione naturale delle popolazioni di mosca dell’olivo”, Pamena Loverre, Rocco Addante – Atti del XXIII congresso nazionale di entomologia, Genova, giugno 2011.

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